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Frammento di conversazione appena captato al volo, durante la mia camminata in collina (a Celincordia, per chi è delle mie parti). Locutore, quello che ai miei occhi appare come un “giovane maschio adulto” (vuol dire probabilmente un quaranta/cinquantenne, ma io non sono bravo a stimare l’età delle persone) che parlava con un suo simile di poco più anziano: «ieri ho scritto alla Stefania, una ragazza di cinquantun anni compiuti». Il clic che è scattato nella mia mente dapprima mi ha portato a pensare alla sconnessione, che è sempre più forte, tra il nostro linguaggio e la realtà.

Poi mi sono immaginato quella Stefania, sulla base del fatto che lui la chiamava “ragazza”, e anche se io la definirei piuttosto “una bella donna” – (volendo, ahimé, dire “una donna attraente”: bisogna essere onesti e confessare i propri peccati linguistici, anch’io uso l’aggettivo “bello” in un modo che Dante mi piglierebbe a sberle) – capisco perché molti ormai (probabilmente anche lei stessa e le sue amiche) la chiamino «ragazza». Temo che lo farebbero anche se avesse sessantun anni compiuti, e forse anche settantun anni compiuti. Una “ragazza” che non diventa mai “donna”.

Quindi è ancora peggio. La sconnessione del linguaggio dalla realtà è come un cuneo che produce una sconnessione della realtà da se stessa. Produce delle crepe, delle faglie da cui non ci si può attendere niente di buono. Vedo sempre più spesso in televisione spot pubblicitari in cui vecchie incontinenti si vantano di farsela addosso (tanto c’è il pannolone) e di portare la minigonna, e penso alla cancellazione non solo di quel «sentimento del contrario» di fronte alle incongruenze dell’esistenza umana di cui parlava Pirandello come caratteristica dell’umorismo, ma persino dell’«avvertimento del contrario», che a suo avviso ne era lo stadio preliminare ed insufficiente. Neppure quello vogliono lasciarci.

Sia lode dunque a Checco Zalone (e a Helen Mirren), per La Vacinada (qui: https://www.youtube.com/watch?v=qE9kZFHvWFk), in cui l’avvertimento del contrario, ed anche un briciolo di sentimento, c’è.