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La notizia di oggi è che è morto Gesù.

«Anche lui? Ma di covid?»

«No, no, crocifisso».

«Ah, beh … Ma quando è successo?»

«Di preciso non si sa, ma circa 1990 anni fa».

«Impossibile! L’ho incontrato non più tardi di ieri pomeriggio, ed era vivo e vegeto. L’ho anche mangiato».

«Ma no, quello era “il Cristo della fede”! Non c’entra niente col Gesù storico».

«Un ologramma mentale, praticamente …»

«…»

Questo, a un dipresso, un dialogo possibile tra due “cristiani” di oggi. Se passate sopra all’ironia, che potrebbe sembrarvi inadatta al Venerdì santo, il punto è esattamente questo: veramente cristiano è colui che sa – non “crede” soltanto, o desidera o peggio si immagina – che Gesù di Nazaret, un uomo morto in croce forse nell’anno 30 (o forse qualche anno dopo), è vivo. Il cristiano lo sa perché lo conosce, lo incontra, lo vede agire, gli parla tutti i giorni … si danno del tu, sono amici.

Messa così, potrà sembrare che i veri cristiani siano pochi. Non lo so, lo sa Dio. Noi altri poveracci siamo forse solo degli “aspiranti cristiani”, o dei “postulanti del cristianesimo”. Ma Dio ha detto che ci prende anche così, grazie a Dio. L’importante è non diventare “cristiani immaginarî”.