Qui di regola non ci occupiamo della cronaca politica italiana, che è triste e irrilevante, però stamattina faccio un’eccezione perché ho letto una notiziola che mi pare singolarmente pertinente alla materia dantesca che abbiamo appena finito di trattare e per giunta è “di casa mia”.

La notizia, che si può leggere qui: https://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/cronaca/enzo-lattuca-facebook-denuncia-1.5355030, è che il sindaco della mia città, che si chiama Enzo Lattuca, ha denunciato un tale per aver creato una pagina satirica su di lui, intitolata “Re Enzo”. Fin qui niente di strano, perché sappiamo quanto amore c’è oggi per la libera manifestazione del pensiero, ma la cosa bella – che a quanto ne so assegna al sindaco di Cesena un primato nazionale, di cui come concittadino sono piuttosto fiero – è la motivazione della denuncia: «sostituzione di persona online». In altre parole, il nostro sindaco, vedendo la propria caricatura su una pagina Facebook che immagino lo prendesse per i fondelli, ha detto: «Ma quello sono io!» e si è giustamente preoccupato del furto d’identità. Egli è dunque arrivato, primo in Italia, al livello di autocoscienza a cui tutti i politici (e non solo loro) dovrebbero giungere.

Personaggi come De Luca o l’Azzolina, per fare solo i primi due nomi che vengono imperiosamente in mente, sono forse distinguibili dalle loro imitazioni satiriche? No, non lo sono. Sono letteralmente uguali alle loro caricature, anzi sono essi stessi imitazione caricaturale di se stessi. E l’avvocato Conte, esiste forse in un’altra dimensione che non sia quella della finzione assoluta, della totale artificialità, della recitazione di un vaniloquio nel vuoto? Ma lo stesso si potrebbe dire di tanti altri, in modo trasversale alle sedicenti “forze politiche” presenti sulla scena.

Nella “comitiva dantesca” ci siamo occupati poco di Gianni Schicchi, anche perché pressati da figure ben più incisive di lui, ma ora è come se il vecchio falsario fiorentino si fosse presa la sua rivincita: Gianni Schicchi, nell’Italia del 2020, non è distinguibile da Buoso Donati. È Buoso Donati, e viceversa. Perché tutto è uguale, e ogni cosa è uguale al suo contrario (il principio di non contraddizione è occidentale, bianco e fascista). Le identità non ci possono essere (sono fasciste, come è noto), ed esistono solo come puri atti di performance, secondo quanto insegnano le teorie più moderne. Nulla è vero (anche la verità è fascista), dunque nulla è falso.

(Forse il sindaco Lattuca, dopo aver segnato il suo punto, farebbe bene a ritirare la denuncia e a portarsi ancora più avanti, conquistando un altro primato col riconoscere: «Sì, Re Enzo sono io. O forse no, è la stessa cosa!»).