Tag

, ,

Va bene, alla fine Charlie Gard lo hanno soppresso – nel suo «best interest», naturalmente – come volevano fin dall’inizio, avendo impedito al suo babbo e alla sua mamma di fare tutto quello che potevano (e che non era irragionevole) per cercare una sia pur improbabilissima cura.

Ma le cose non sono andate come volevano loro. Doveva essere una procedura amministrativa asettica e scontata, in cui semplicemente “seguire i protocolli” (ah, i protocolli! …  Lari e Penati della nostra vera religione, che proteggono la tranquillità del burocrate, e l’ignavia di  ciascuno di noi). Una faccenda da nulla, anzi un non-evento, una cosa che è come se non fosse mai successa (se non perché serve a fare da precedente la prossima volta). Un po’ di carte, un po’ di firme … sopprimere un esserino così non dev’essere difficile; certo il dolore dei genitori, si capisce … ma “abbiamo un ottimo servizio di sostegno psicologico per questo” (magari c’è anche questo nei protocolli) …

Invece no. Invece c’è stato un movimento della coscienza che ha osato giudicare quello che stava accadendo, anzi che prima di tutto si è reso conto che qualcosa stava accadendo (perché questo è il primo passo) e ha messo in crisi il meccanismo. Ha fatto una krisis, cioè si è messo in discussione e ha messo in discussione ciò che si voleva dare per scontato. E questo movimento spontaneo, dapprima piccolo, è cresciuto, si è allargato in tutto il mondo, ha travalicato le obiezioni dei “beneintenzionati”, di quelli che volevano che si facesse silenzio … È diventato un problema.

È stato un movimento di persone comuni, di piccole persone che hanno trascinato, ma solo in seconda battuta, vescovi e politici, papi e presidenti. Questi dissidenti non hanno restituito ai genitori di Charlie il diritto di prendersi cura del figlio in tutti i modi ragionevolmente possibili, non hanno liberato Charlie dal sequestro di persona di cui era vittima, non hanno impedito che gli venisse tolta l’aria, però hanno fatto in modo che tutto questo non avvenisse nel silenzio. Non è poco.

Se tanti oggi stanno male (speriamo anzitutto il giudice Francis) è merito di questo movimento della coscienza. Finché c’è krisis c’è speranza.

Annunci